Il Tirante
Indirizzo: via S. Pietro Novello 48
Comune: Monastier
Telefono: 0422791080

Specialità: Specialità regionali

Il nonno di Luigi Dall’Antonia aprì, circa ottant’anni or sono, una salumeria con annessa osteria. Oggi l’edificio cinquecentesco, restaurando il quale si è conservato il tirante in metallo a rinforzo dell’antica abitazione, accoglie pochi avventori in una saletta curata e graziosa. Al Tirante, segnalato anche nella Guida alle Osterie d’Italia 2006 di Slowfood, Caterina, moglie di Luigi, prepara piatti genuini legati alla tradizione, cui aggiunge un tocco personale, e che variano di mese in mese. I menu serali sono più ricchi di quelli del mezzogiorno, quando peraltro si pranza bene e a prezzi più contenuti. Si può iniziare con salumi di Monastier, lardo al rosmarino, quenelle di baccalà mantecato. I primi sono di pasta fatta in casa, i bigoi con l’ausilio di un vecchio “bigolaio”: in Quaresima se ne può assaggiare la classica versione in salsa, in altri periodi una meno tradizionale con zucchine e salmone affumicato. Buoni i ravioli con radicchio di Treviso e crema del Piave, il risotto alle seppie nere, lo sformato di melanzane. Tra i secondi, costolette di agnello all’aceto balsamico, formaggio cotto su verdure alla griglia, coniglio in crosta di erbe aromatiche, bocconcini di maiale in saor, rotolo di faraona con salsa al radicchio. La selezione di formaggi: latteria stagionato, bastardo, formaio imbriago, piave mezzano, vezzena, gorgonzola abbinabili a marmellate e composte fatte in casa, come quella di fichi, la salsa di pere, di mele e di sambuco.

Il giudizo dei lettori:
Giorni di apertura chiusura:
Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
Pranzo open_1.png open_0.png open_1.png open_1.png open_1.png open_1.png open_1.png
Cena open_0.png open_0.png open_1.png open_1.png open_1.png open_1.png open_1.png
Commenti
26/10/2009 12:08:18
La qualità si paga.. Ma quanto? scritto da  Luca
Il giudizio di Luca:
Cibo
Servizio
Qualità/prezzo
Il cibo è buono, con alcune eccellenze (nei primi) e delle insufficienze (antipasti). Le quantità di cibo nei piatti sono medie (tranne l'antipasto, scarsino). I piatti sono piuttosto semplici e la scelta è limitata ma la cosa è "in linea" con il locale e l'atmosfera "familiare" data dalla stanza piccolina e dai pochi tavoli. Il servizio è buono, all’altezza del locale e della sua “filosofia”. La vera nota stonata sta nei prezzi che, personalmente, ritengo eccessivamente altri per il tipo di piatti presentati e per la loro complessità. Ad esempio, sette euro per quattro fette di salame d'oca e due carciofini sottolio non sono pochi, così come mi sembrano troppi quattordici euro per un secondo o sette euro per del formaggio. Per una cena di quattro persone, prendendo antipasto, primo, secondo, contorno, formaggio e dolce, acqua, una bottiglia di vino e caffè, la spesa si aggira attorno a sessanta euro. Dato che ognuno decide se la qualità che riceve vale quanto speso, immagino che la mia opinione non sarà condivisa da tutti; l’importante è che si faccia le proprie scelte consapevolmente.

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